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mercoledì, 18 novembre 2009

Ciao a tuti! Io è me (dice di foto che sono io).

                  questo dice

ffffmentrre in giro per mondo. Io visto tante cose in giro per mondo. Puffi, banane, Caligola, Puffi..
Ma nello  mio girovagare per l'ecumene mi accorsi di non essermi mai mosso da qua. E per qua intendo un luogo figurato, perché, in fin dei conti mosso mi sono mosso un pò, ovvio. Sicché, lievemente scosso mi trovo ad ammettere di  non avere un beneamato nulla da dire a riguardo del mio viaggio..perciò niente, capitolo chiuso. Passiamo ad altro.
 
ALTRO non é
 
 
...che il discorso più vecchio e disputato del mondo: perché esiste il modo di dire "non tutte le ciambelle escono col buco"? Già prima della scoperta della ciambella, parliamo cari miei del lontano 15'234 avanti Giasone, si era soliti dire, quando qualcosa non era ben riuscito, "nontutteleciambelleesconocolbuco". Questa era usata per giustificare l'incapacità a fare qualcosa. Come dire "volevo fare una cosa, non ci sono riuscito, fachetnabi che va bene lo stesso" fachetnabi na gran sega! se ti è venuta male la rifai! CRISTO
postato da: HMRoc alle ore 16:15 | link | commenti
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Allora allora allora.. che si diceva di bello?

Niente.

Ecco, per l'appunto.

Ciao
postato da: HMRoc alle ore 15:39 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 novembre 2009

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?

Cazzo te ne frega?

-E' per un sondaggio! E per stordirti di chiacchiere di modo che tu venga dentro a mondolibri ti abboni a qualcuna delle nostre stronzate ci dai un fracco di soldi compri un sacco di libri di cui non te ne fai niente poi te ne vai incazzato perche' ti rendi conto di aver sprecato dei soldi e ci mandi dietro un sacco di bestemmie ma intanto noi abbiamo gia' usato i tuoi contanti per scopare nel culo numerose troie taiwanesi e non te li renderemo nemmanco se ci porti la municipale in ufficio frocio, ci stai?

Certo, tanto sono tordo.


ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
Il necronomicon

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il qoeleth

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il libro tibetano dei morti

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il cavaliere e il professore di bruno vespa

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
la lista degli additivi che danno come colore il giallo

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il cartello di quel barbone all'angolo

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
le interiora di un vitello al fine di vaticinare il futuro

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
Come sciogliere la gente di leonarda cianciulli

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il maincampefe dello zio adolfo

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
il conteggio delle anarchiche che mi son trombato da ieri l'altro ad oggi (1 e mezza) del duce pelato

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
poesie demode' di ligabue o vasco, tanto sono la stessa persona

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
son nano e me ne vanto del brunetta

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
questo libro me l'hanno scritto i ghostwriter perche' io sono un disabile di gasparri

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
ai itle nei secoli di feltri

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
quanto mi piace prenderlo nel culo fatelo anche voi di capezzone

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
tio e' pono und pello tatemi tuti voztri zoldi di razzinghe

ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
Allora. La devi smettere di rompermi il cazzo. HAI CAPITO. Tutte le mattine passo qui davanti e ci sei tu con il tuo tesserino di merda a martellarmi i coglioni con il tuo tono finto gentile interessato, la tua bella faccia pulita ma decisa, propria di chi sa quello che vuole, e il tuo merdoso completo che fa tanto bravo matot a menarmi sempre la solita manfrina per raggirarmi. Non vedi il mio sguardo fosco? Non capisci che conosco gia' il vostro trucchetto? Lo capisci cosa vuol dire vaffanculo? Te lo devo dire in viso? Mi costringi proprio a essere maleducato? VAFFANCULO.
...
...
...
ciao qual'e' l'ultimo libro che hai letto?
te la sei cercata
postato da: SJT alle ore 00:20 | link | commenti (7)
categorie: deliri, dolore, violenza gratuita, gravi turbe sociali
giovedì, 05 novembre 2009

AAhhhhhaaaaaa che bella scorpacciata

di gnam gnam, questo si che ci voleva, archiviamo, dimentichiamo, gettiamo nel pozzo di merda dell'oblio i simpatici mesi passati e prepariamoci a passare di peggio.
AHAHAH
Piu' si invecchia e piu' si diventa stronzi
Piu' si invecchia e piu' si e' peggio
Piu' si invecchia e meno si e' giovani e piu' si e' morti, ovviamente, oserei rispettosamente dire, anche se, va detto, tutto cio' mi pare lapalissiano, cospetto, diamine, minchia.
Perche' il problema alla fine della fiera e' che non lo so, uno puo' far finta di sapere ma tanto non lo so, quindi e' come se sapessi perche' e' piu' o meno tutto lo istesso
Quanto sono odiosi i vecchi
Anche i bambini stan bene
Non parliamo di tutti gli altri
Menon male che non me ne frega niente senno' soccazzi
o perlomeno lo sarebbero potuto essere, sempre che, me ne sarebbe fregato
ma non e' cosi' dunque festa

postato da: SJT alle ore 22:35 | link | commenti (6)
categorie: headbanging on the keyboard
mercoledì, 28 ottobre 2009

perso nel bosco

Appena scortata a casa. Già mi manca, ma certe cose sono da fare nostro malgrado. Il suo odore non accenna ad andarsene. Forse lo immagino soltanto. Forse è lì. Spero solo di esserne invaso, ancora. Sorride, sull'uscio, ed entra in casa. Non dovrebbe andare via da me. Così è la realtà. Il suo odore persiste in me.

Freddo. Nero. Luci di mortelandia. Sonno, ora abbastanza tarda. Mi accingo  tornare a casa. Il pensiero del mio grande vuoto letto. Il freddo della notte buia entra nelle ossa, divento come il marciapiede. Divento parte della struttura fisica della città. Non so più se cammino o se sono un lampione rotto. Non vorrei attraversare il bosco, non a quest'ora. La selva qua è si oscura. A mortelandia si è tutti un pò silvani. Si che nella vita di un mortelandico viene il momento in cui attraversare il bosco è dazio richiesto e preteso garantito, ma non è questa lanotte, non è questa l'ora attesa per me. Il telefono scarico. Chissà che ore sono. Nessuno si da pena di saperlo. Sinapsi pigre. Moto di coscienza che non parte. Chi lo vuole sapere? Chi vuole sapere nulla?
Dicono la vita abbia lati positivi. Sono ben nascosti. Non nel bosco comunque. Non voglio crederlo. Non può essere questa la mia notte. La notte sbaglia sempre nel farsi mia. Stavolta non ti desidero.
Per quanto possa concupire, ammesso che tale opportunità non mi sia in qualche inconscio modo preclusa. Negazione del desiderio. Accesso negato. Stasera pare di no.

E' il peiragno che mi accoglie. cado nella sua spessa tela così facilmente che nemmeno non avessi fatto altro fino ad ora. Tela che avvolge, ingloba, sembra mangiare. Arousal. Inghiotito prima dal nero e poi dalla sensazione sporca serica. Schizoide. Scatto, la tela si apre. Respiro. Sputo alcuni fili. Mi sento quasi le mani. Perso nel bosco, pare. Il peiragno di fronte a me. Occhietti cisposi. Otto zampe. Se si può definire ventre, produce altri fili. Scende verso di me. Zampe, forse due, sulla spalla. Mi da il benvenuto. Dice che non mi aspettava. Che non aspetta mai nessuno. Che non capisce cosa ci si trovi in questo fetido bosco. Mi dice che non c'è il noumeno nascosto sotto i funghi. Mi dice di andare, che comuque non troverò quello che cerco. Ma sarò trovato, forse.

Cammino nel bosco di mortelandia come altri prima di me. Alcuni sono ancora qui. Dei truzzi con cordoni ombelicali verdi ai genitali colgati ad alberi che dal misero sentiero non si vedono. Hanno un espressione ebete, ma non so se è dovuta all'escrescenza là sotto o gli è connaturata. Ma so che non importa. Pipistrelli. Ragnantele con ragni sicuramente succubi del peiragno. Foglie morte per terra. Odore di humus. Marcio. Erba su erba. Funghi ovunque. Mi macchio le scarpe calpestando il brulichio della natura che muore e si rigenera sotto le mie suole di gomma. Fortuna vuol che non sia a piedi nudi. Si intravedono fuochi fatui ai lati fra gli alberi. un fiore rosso avvolge un gattaccio nero randagio  lo avvelena. Lento spira e il fiore comincia la digestione. Il volto del gatto denota vecchiaia e molto troppo tempo in strada. Le unghie sono, dove non rotte, consumate. Competizione ecologica. Lepri grigie corrono e si graffiano l'un l'altra. Non credevo combattessero. Nel bosco può succedere di tutto. Mi sembra di girare in tondo. Api blu col pungiglione conficcato in arbusti verde smeraldo penzolano rete dal loro stesso luminescente intestino. Una struttura espressionista. Un orgia funebre. Da alcune crepe del terreno esce un vapore soffocante. Alcuni crateri sbuffano, altri sono bolle che scoppiano. Una materia appiccicosa giallastra si sparge tutto intorno. Escono blatte multiformi colorate bizzare a banchetarne. Insetti alati orridi e ronzanti fastidiosi non aspettavano altro. Chi è più sfortunato rimane intrappolato nel siero giallo. Le blatte non si fermano e li divorano incuranti. I più fortunati raccolgono uno scarafaggio lo portano via, credo per succiarne le interiora. Nessuno sembra essere il vincitore di questa guerra.

Mi siedo sulla riva di un ruscello. Rane blu gracchiano. Un'anatra intrapollata sotto una carcassa di un albero morto molte ere fa. La libero. Vola in non so che direzione. E' ormai certo che mi sono perso. La seguo. Mi butto sul tronco che poco prima era la prigione dell'anatra. Con un piede mi lancio nella navigazione. Tutto intorno a me alberi vecchi e neoplasici da cui fuoriesconi rami come artigli. Sembra cerchino di catturarmi. Mi rannicchio, per quel che posso. Gelo. Cadessi in acqua. Death by water. Or dead by dawn? Vuoto cosmico. Il calore è un mero ricordo. The eternal dei Joy Division in testa.
A stento sento se ho ancora un corpo. I pensieri si fanno meccanici.
Dopo pochi minuti ritrovo l'anatra, a terra. Sembra mi fissi. Dispiega le ali. Emette un grido. Vola via. Dietro di lei un sentiero bloccato dalla tela del peiragno, in alcuni punti più pessa, dove sembrano formate le parole "ne sei certo?".
Non so che rispondere. Il bosco mi sta per inghiottire, o così credo. Tanto mi basta per quasi prendere una decisione. Che venga posta in intenzione poi, si spera sia cosa certa. Non c'è troppo da fidarsi. 
Non è il posto dove vorrei stare. Non vorrei stare da nessuna parte. Nemmeno qui.
Taglio la tela. 
Esco.

E' mattina, ora di colazione. Chissà se lei l'ha già consumata, prima di andare a lezione. Non resta che chiedergielo, e accompagnarla. Dovrei anche avere abbastanza soldi per offrirgliela. Ho ancora i piedi sporchi del fango del bosco. Mi aiuterà a mondarmi. Manderemo via lo sporco, in qualche modo.
Già pregusto il suo tepore. Avevo un pò troppo freddo.

il cesso è in fondo a destra, dietro il fungo

   
postato da: schizoide alle ore 01:47 | link | commenti (1)
categorie: realtĂ  illusorie
lunedì, 19 ottobre 2009

Tempi d'oro per i cazzi all'inferno

tempi d
postato da: SJT alle ore 10:50 | link | commenti
categorie: favole, cose a caso, gufi, inutilitĂ , troie, sperma, sesso anale, ateismo militante

Ordinarie storie di moralistica contestata: Il Manzoni e la pecorella egotica

In quel tempo, Alessandro Manzoni era ancora vivo. Approfittando dunque di questo casuale equilibrio tra luoghi, tempo e reazioni chimiche , il buon Manzoni decise che sarebbe stato simpatico verso sè stesso andarsene a zonzo per i verdi pascoli che esistevano da qualche parte vicino a dove abitava. Si infilò dunque delle scarpe comode, una simpatica camicia a fiori, si calcò in testa il suo cappello e si avviò fischiettando verso i prati ancora tiepidi del sole di settembre.
Dopo qualche chilometro di totale isolamento nel verde, il buon Alessio vide, nel pascolo che costeggiava la strada, una pecorella dal manto giallognolo che fissava il mondo davanti a sè, totalmente immobile. Il poeta le si avvicinò per guardarla meglio. "Che vai cercando, uomo?" alla domanda dell'animale il sommo trasalì -
"Di fronte a qual portento mi trovo mai? Una bestia che favella come i cristiani?"
"Bestia non è tanto carino da dire a chicchessia, lo sai? Io sono la pecorella egotica."
"Yo soy Aless. Manzoni e fò cose somme ai più. Per qual motivo sei egotica, pecorella?"
"Sono egotica poichè sono smarrita. In codesto mondo non creato per l'uomo, vedo che nemmeno l'uomo è a misura di sè stesso e l'instabilità e il caso sembrano essere le uniche regole accettate dalla materia. Solo di esistere posso dirmi sicura e solo nella morte vedo un futuro, dunque, solo a me stessa posso aggrapparmi nel tentativo disperato di non vedere la mia coscienza frammentarsi prima del tempo nel fondo di questo tritacarne che è il tutto"
diciamo che tocca a tutti
Il Manzoni guardò la pecorella con aria comprensiva e le rispose "Ben comprendotti, pecorella, poichè medesimo mal m'incolse, in tempi passati, e non sapendo come risolverla al dio de'  cristiani m'affidai, senza scordar però la luce della ragione."
"Il tuo dio è una di quelle risposte che lasciano la domanda intonsa, o poeta, e io non la voglio"
Una voce sgraziata interruppe i due interlocutori, i quali, voltandosi, videro spuntare da dietro un albero un uomo in male arnese, palesemente ubriaco, che camminava a fatica canticchiando qualcosa. "....When the world is too dark, and i need the light inside of me, i'll walk into a bar and drink fifteen pints o f beer.... laaalalaa... woaaa....urgh."
L'uomo rovinò a terra e, dopo un attimo di esitazione, il Manzoni e la pecorella si avvicinarono e lo tirarono sù. Per qualche istante quella pianura su cui si apprestava a calare il crepuscolo rimase a guardare quest'uomo ubriaco retto da una pecorella pessimista e da un sommo poeta che non sapevano come comportarsi. Poi, lo stesso pensierò balenò nella mente dei due soccorritori e, dopo essersi scambiati un sorriso amaro, si incamminarono verso il vicino villaggio. L'uomo sembrò riaquistare un poco del proprio senno e biascicò:" ...eeeiii douve ssciamo 'ndando? chi sieteee?" "Non ti preoccupare, siamo amici" gli risposero "andiamo a fare un salto al pub". E ballando e cantando scomparirono dietro la collina.

La morale è che quando vuoi far ridere ma non sai come fare allora è meglio non provarci.

La lacrima è sempre sul ciglio

martedì, 13 ottobre 2009

Ditelo nelle piazze, urlatelo nelle cittĂ 

beccatiquestocommittente
postato da: SJT alle ore 00:12 | link | commenti (2)
categorie: eiaculazioni grafiche
lunedì, 12 ottobre 2009

GIANNI: Ciao Piero!
PIERO: Oh, ciao Gianni!
G: Allora, come va'?
P: Mah, tutto normale dai, e tu, tutto ok?
G: Sisi, tutt'apposto. Allora, quest'estate dove sei andato di bello?
P: Bah, io alcuni amici ci siamo fatti un giro nell'europa orientale, Praga, Budapest, poi tornando siamo passati da Spalato, Sarajevo, quei posti li'. E' stato bello. E tu, sei andato da qualche parte?
G: Sono sceso nelle silenziose oscurita' della morte.
P: Fico.
postato da: SJT alle ore 23:58 | link | commenti (5)
categorie: deliri, cose a caso, riempitivi, sette grandi segreti

I lettori ci scrivono, pensa te che stronzi

Il caro grumbo ci molesta colle sue fototessereCara Thetanera,
vi seguo da sempre ma e' la prima volta che vi scrivo. Volevo chiederci al signor Tebarek: ma com'e' che nell'ultima roba che hai scritto all'improvviso la Terra inverte il proprio movimento rotatorio? Grazie, ciao.
GRUMBO DA LEVICE



Caro Grumbo
diciamo che la questione e' piuttosto complicata e non so se il futile parto di una mente ormai corrosa dall'odio come te e' in grado di comprenderla. Ci sono tre motivi principali:
  1. La madonna aveva messo troppa marsala nello zabaione, era venuta fuori brilla e vedendo la terra e pensando che fosse una roulette e' successo il patatrac.
  2. Il mio odio verso la gente e la mia poca voglia di scrivere si sono mescolate dando vita al peggiore degli scenari.
  3. Boh.

Soddisfatto? Mi e' piaciuta la tua domanda, vuoi un po' di te'? Ecco qui. Una fetta di torta? A te. AHAHAH, gonzo, ci avevo messo dentro un cane morto, va' a succhiare cazzi all'inferno.
postato da: SJT alle ore 23:49 | link | commenti (1)
categorie: froci, cannibalismo, calvi, coprofilia, angolo dei lettori, bifolchi

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